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Allevamento in terrario di Python regius
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Esemplare nella tipica posizione difensiva a cui si deve il nome volgare. (Andrea Mangoni)

Acquisto degli esemplari

Innanzitutto andrebbe sempre privilegiato l’acquisto di esemplari nati in cattività, in quanto più resistenti, docili e soprattutto meno inclini a bizze alimentari. Meglio anche optare per esemplari giovani, in quanto gli adulti (specie quelli selvatici) spesso si adattano peggio alla vita in terrario ed al cambiamento di ambiente.

Prima dell’acquisto si dovrebbe cercare di capire se l’animale è sano o meno. Alcuni segnali sono ben visibili anche ad occhio nudo, in particolar modo la presenza di parassiti esterni come acari e zecche: la pelle dell’animale è grinzosa o pendente dai fianchi? E’ visibile la colonna vertebrale del serpente, sotto la pelle? La sezione del corpo non è rotondeggiante, ma triangolare? L’animale è impiastrato di feci, o presenta muco vicino alla bocca o sul naso? Se la risposta ad anche solo una di queste domande è “sì”, allora non comprate il serpente. I primi sintomi indicano una grave denutrizione, forse dovuta a prolungato rifiuto del cibo o a parassiti intestinali. Il muco è invece spesso indice di malattie alle vie respiratorie. Il serpente sano dovrebbe avere fauci e narici pulite, corpo sodo, pieno e muscoloso, pelle lucida e priva di residui di muta. Se possibile, è bene chiedere al negoziante un serpente che abbia già mangiato in negozio.

Una volta a casa sarebbe buona cosa far eseguire un esame delle feci per rilevare l’eventuale presenza di parassiti intestinali, purtroppo frequenti, soprattutto negli esemplari di cattura.

Alimentazione

Il pitone reale è, come tutti i serpenti, un animale strettamente carnivoro.

In natura esso si nutre di gerbilli ed altri roditori, che caccia nottetempo. In terrario è necessario cercare di offrire una dieta nutrizionalmente valida che sia nel contempo appetibile per l’animale.

I giovani serpenti, piccoli esemplari lunghi una quarantina di centimetri, andranno nutriti una volta a settimana. Gli esemplari più grandi potranno essere nutriti una volta ogni quindici giorni circa. Il cibo deve essere introdotto nel terrario tramite delle pinze metalliche di lunghezza adeguata. E’ importante evitare che il serpente possa associare le mani del suo proprietario al pasto: potrebbe facilmente confondersi e tentare di mordere.

Le prede dovrebbero essere costituite da roditori di taglia adeguata, larghi al massimo circa una volta e mezza la testa del serpente. Personalmente consiglio di utilizzare prede morte e decongelate. Questo comporta due grossi vantaggi: in primo luogo si ha la possibilità di uccidere, tramite il congelamento del roditore morto, eventuali parassiti presenti nel mammifero che potrebbero infestare anche il rettile; in secondo luogo, si evita la permanenza di una preda viva in terrario, la quale potrebbe rappresentare un pericolo per il pitone, mordendo o addirittura cercando di cibarsi del rettile che si fosse dimostrato inappetente.

E’ incredibile constatare quanti serpenti muoiano divorati dai topi perché terrariofili inesperti lasciano troppo a lungo la preda nel terrario. Per questo, se proprio si vogliono utilizzare prede vive, si consiglia sempre di lasciarle in terrario per non più di 5 - 10 min, e di rimanere ad osservare le reazioni del pitone (e del roditore) per tutto il tempo. Passato questo lasso di tempo, se il serpente non ha divorato la preda designata, essa dovrà essere rimossa dal terrario.

01 marzo 2012
Sospensione delle attività redazionali e chiusura del forum.
27 agosto 2010
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14 maggio 2010
Pubblicato nuovo articolo: Alimentazione in cattività di Testudo hermanni - parte terza, di Fabrizio Fioravanti.
14 ottobre 2009
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12 aprile 2009
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05 febbraio 2009
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20 dicembre 2008
Pubblicato nuovo articolo: Biologia ed allevamento della formica Crematogaster scutellaris, di Serafino Teseo.
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