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Il discus e la gatta
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Allevamento in terrario di Python regius
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Pitone reale fuori dal terrario. (Andrea Mangoni)

Il substrato è un altro elemento estremamente importante nell’allestimento di un terrario. Per motivi igienici i substrati sterili sono probabilmente da preferire: la carta da giornale ad esempio è estremamente economica, di ottima reperibilità e facilmente sostituibile. E’ consigliata soprattutto per i terrari di quarantena, in cui alloggiare i serpenti appena acquistati per la loro osservazione, cercando di diagnosticare l’eventuale presenza di malattie, soprattutto di parassitosi.

Sabbia, ghiaino e corteccia, pur conferendo alla teca un aspetto più naturale, sono facilmente ingeribili, e possono provocare negli animali pericolose occlusioni intestinali. Una buona alternativa è la torba bionda di sfagno priva di additivi chimici, che una volta sterilizzata in forno a 100°C diventa un buon substrato, che mantiene bene l’umidità ambientale e che contrasta, grazie alla propria acidità, la formazione di muffe ed il proliferare dei batteri.

Un altro ottimo substrato sembra essere costituito dai tappetini di erba sintetica: esteticamente accettabili ed igienicamente ottimi perché facilmente lavabili e disinfettabili, sono spessissimo usati nell’allevamento degli ofidi. E’ consigliabile acquistarne sempre almeno due, di dimensioni pari alla base del terrario: in questo modo quando toglieremo il tappetino dalla vasca per lavarlo ne avremo sempre uno pronto da utilizzare.

Nemmeno a dirsi, è importantissimo mantenere un’eccellente igiene nella vasca d’allevamento. Un terrario sporco, con resti di cibo e feci ignorati per lungo tempo, rappresenta un focolaio di malattie non solo per il nostro rettile ma anche per noi ed i nostri familiari.

Indispensabile sarà, nella teca, la presenza di una vasca per l’acqua di adeguate dimensioni, in cui il serpente spesso amerà non solo abbeverarsi ma anche immergersi. Molti esemplari hanno poi l’abitudine di defecare proprio nel contenitore dell’acqua, per cui questa dovrà essere cambiata regolarmente (giornalmente, se vi sono presenti le feci dell’animale). La vasca dell’acqua ci aiuterà anche a mantenere un’umidità relativa ambientale attorno al 70/80%; una percentuale troppo bassa provocherà al serpente problemi di muta ed a volte mancanza di appetito.

Il terrario dovrà possedere un’attrezzatura tecnica di base che permetta di mantenere l’ambiente della teca all’interno di alcuni range di valori ben precisi, in termini di umidità e calore. In particolar modo si dovrà garantire la possibilità all’animale di termoregolarsi, scegliendo in ogni momento di intrattenersi in zone del terrario a temperatura differente. A tal proposito si potrà fornire al pitone un angolo caldo, con un faretto ad infrarossi nel terrario od un tappetino od una resistenza riscaldanti posti sotto la teca. Il faretto dovrà essere protetto da una gabbietta di rete metallica, per evitare che il rettile nei suoi spostamenti possa raggiungerlo ed ustionarvisi. In quest’angolo caldo si dovranno raggiungere i 28 - 30° C di giorno, con un abbassamento notturno di circa 4 - 5° C.

L’illuminazione del terrario potrà essere fornita da un impianto di illuminazione con luci al neon di potenza adeguata, accese per 12 ore al giorno. Non sono necessarie lampade ad UV. Evitate anche di lasciare il terrario esposto alla luce diretta del sole, per scongiurare un pericoloso “effetto serra”.

01 marzo 2012
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