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Approfondimenti sulla riproduzione di Pelvicachromis pulcher
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Grosso maschio, padre degli avannotti di pagina 1. (Alessandro Zecchino)

Nel genere Pelvicachromis la riproduzione è infatti favorita da acque tenere e povere di sostanze minerali, qualità che sono caratteristiche del periodo immediatamente successivo alla stagione delle piogge.

Ad un certo punto il maschio diverrà più attento al corteggiamento da parte della femmina, ed in breve “acconsentirà” a ricambiare le attenzioni ricevute: ad uno scuotimento della testa seguirà il nuoto attorno alla partner, la quale assumerà una posizione leggermente arcuata. Da questo rituale di corteggiamento passano di solito un paio di giorni prima della deposizione, e la femmina utilizza questo tempo per pulire minuziosamente il substrato sul quale andranno poste le uova: di solito questa specie predilige la volta o una parete del nascondiglio in questione. La femmina deporrà in seguito diverse file di uova ad intervalli più o meno regolari, ognuna costituita da una decina di uova, fino ad arrivare a 40 - 80 uova in tutto. Successivamente i due pesci si alterneranno nella cura delle uova e nella difesa dell’anfratto utilizzato per la riproduzione: la femmina ossigena le uova in continuazione attraverso il movimento delle pinne pettorali, talvolta eliminando con la bocca le impurità che vi si depositano sopra. All’incirca dopo 4 giorni le uova cominciano a schiudersi, e la femmina raduna le larve in un angolo dell’anfratto; occorrono altri 4 - 5 giorni perché gli avannotti inizino a nuotare liberamente, e nella settimana successiva si potrà osservare la coppia accompagnare la prole al di fuori del nascondiglio durante il giorno e riportarla dentro alla sera.

Dopo che gli avannotti avranno iniziato ad essere più indipendenti dai genitori, si potrà procedere col ristabilire le condizioni dell’acqua che sussistevano in precedenza, sostituendo l’acqua povera di calcio e altri minerali con semplice acqua di rubinetto (a cui va addizionato un biocondizionatore): i piccoli pesci potranno essere trasferiti in una vasca d’allevamento contenente l’acqua della vasca in cui sono nati.

C’è da dire che anche il substrato sul quale vengono fatte sviluppare le uova è molto importante: alcuni esperimenti mostrano infatti come gli adulti di Pelvicachromis pulcher tendano ad evitare i substrati quarzici, e soprattutto come gli avannotti cresciuti in presenza di quarzo difficilmente riescano a raggiungere l’età adulta. Per testare se questa tendenza alla selezione del substrato avesse un valore adattativo, gli studiosi in questione hanno preso in esame dieci gruppi di embrioni e li hanno posizionati in delle vasche con delle griglie sul fondo, sulle quali erano stati precedentemente posizionati o dei carbonati o dei pezzetti di quarzo appena staccati da un pezzo più grande; alla fine dello studio si procedeva valutando il tasso di sopravvivenza degli avannotti dei due gruppi. I dati risultanti mostravano che, mentre il 90% dei pesci cresciuti in presenza di carbonati riuscivano ad arrivare all’età adulta, il 100% di quelli cresciuti sul substrato quarzico moriva entro 120 ore dalla deposizione. Da analisi genetiche di quest’ultimo gruppo di pesci è stata osservata una forte inibizione dell’espressione di alcuni geni di fondamentale importanza, tra cui quello per il fattore di accrescimento fetale, quello del fattore di accrescimento dell’insulina, o quello per la gliceraldeide – 3 - fosfato deidrogenasi.

01 marzo 2012
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27 agosto 2010
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14 maggio 2010
Pubblicato nuovo articolo: Alimentazione in cattività di Testudo hermanni - parte terza, di Fabrizio Fioravanti.
14 ottobre 2009
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12 aprile 2009
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05 febbraio 2009
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20 dicembre 2008
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