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Allevare Symphysodon aequifasciatus in acquario
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Giovani discus. (Serafino Teseo)

Subito dopo la deposizione la coppia prende ad ossigenare le uova con movimenti di opercoli e pinne pettorali. Le uova che non sono state fecondate o che sono degenerate per qualche motivo, vengono subito riconosciute a causa del colore bianco, ed allontanate allo scopo di evitare la possibilità che ammuffiscano e provochino danni alle altre uova. Dopo circa 60 ore, se la temperatura è abbastanza alta, avviene la schiusa. I piccoli, che sono attaccati al substrato tramite un filamento adesivo, possono essere spostati dal nido nel quale è avvenuta la schiusa, e questo succede piuttosto frequentemente. Dopo 3 o 4 giorni i filamenti adesivi iniziano a degradarsi, ed i primi avannotti si allontanano dal nido; i genitori cercano sempre di riportarli indietro, in quanto è preferibile che essi nuotino in gruppo, riducendo in questa maniera la possibilità di essere predati.

Quando gli avannotti divengono finalmente capaci di nuotare inizia la fase più peculiare delle cure parentali, ovvero la nutrizione mediante il muco secreto dall’epidermide. I due partner si alternano nel nutrire la loro prole, con cambi piuttosto frequenti. Già dopo dieci giorni dalla schiusa è consigliabile somministrare del cibo vivo per gli avannotti, in modo tale che si abituino ad utilizzare un alimento esterno e non stressino troppo i genitori.

L’alimento più adatto ai piccoli discus è rappresentato dai naupli di artemia, che possono poi essere sostituiti con metanaupli, fino a passare molto gradualmente ai cibi che vengono forniti agli adulti.

Varietà domestiche

Come già detto sopra, esistono numerose varietà di discus, che vengono continuamente selezionate dagli allevamenti sparsi in tutto il mondo; è difficile fare una panoramica precisa e dettagliata di tutte le forme che gli allevatori, specialmente quelli asiatici, continuano a produrre già da tempo.

Tuttavia citiamo i due eventi che nella storia dell’allevamento del genere Symphysodon hanno avuto maggiore importanza, vale a dire la creazione della varietà turchese da parte di J. Wattley e quella del pigeon blood all’inizio degli anni novanta.

E’ inoltre da dire che la produzione di nuove varietà non è affatto un processo istantaneo: spesso gli allevatori giocano su grandi numeri per avere buone probabilità di mutazioni interessanti, e se queste si verificano deve passare un certo periodo di tempo prima che sia possibile “fissarle”. Inoltre, nei primi periodi di selezione di una nuova livrea o varietà, un produttore non riuscirà ad avere che pochissimi esemplari, che non saranno venduti se non a cifre esorbitanti e a compratori dall’elevato potere d’acquisto. E senza dubbio il maggior potere d’acquisto sul mercato dei discus è degli operatori giapponesi. Per questo motivo, quindi, capita che sul nostro mercato arrivino solo gli “scarti” di Giappone, Canada, Germania e Inghilterra.

Tra le varietà più note il turchese rappresenta una delle forme più diffuse al mondo ed è allevato in tutti i paesi produttori con risultati diversi. Numerose sono le varianti di questo pesce, tanto da far passare la ricerca della livrea perfetta in secondo piano, a favore di esemplari slanciati verticalmente, con varie tipologie di pinnaggio.

Un’altra varietà che conta un elevato numero di varianti è invece il turchese rosso, selezionato in Germania e dotato di una livrea di fondo turchese e di striature rosse più o meno diffuse.

I pigeon blood invece sono stati selezionati in Thailandia, e presentano una livrea di base gialla - arancione, con striature azzurro chiaro e rosse alternate su tutto il corpo. Questi pesci sembrano essere tra tutte le varietà esistenti quelli che si allontanano di più dagli esemplari selvatici: sono infatti dotati di una particolare epidermide che li fa essere meno soggetti alle malattie cutanee. Per trattazioni più approfondite dell’argomento si rimanda alla letteratura specializzata, sicuramente vasta e completa per questo animale che ha affascinato generazioni di acquariofili ed allevatori.

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