Disclaimer
Scambio banner
Contattaci
Forum
Associazione
Universo acqua
5 numeri pubblicati, 22 articoli nel database, 90 immagini in archivio. Sito in versione BETA. Problemi nella visualizzazione? Clicca qui.


Biologia ed allevamento della formica Crematogaster scutellaris

Precedente - 1 2 3 4 5 6 - Successiva

Crematogaster_scutellaris,_005,_001.jpg
Regina con operaie. (Serafino Teseo)

Durante le prime fasi di vita della colonia, come già detto in precedenza, non è necessario nutrire le formiche, se non con qualche granello di zucchero o piccolissimi pezzi di zolletta; per facilitare le cose, visto che il contenitore di allevamento deve avere un certo livello di umidità, è consigliabile porre i granelli di zucchero su un piccolo pezzo di plastica facilmente asportabile, in modo da evitare che si formi sul pavimento del contenitore la patina appiccicosa, che sarebbe dannosa per le formiche.

Quando le operaie raggiungono le 10 unità, diventa necessario nutrirle con cibi proteici; possono essere utilizzate le camole del miele, che si trovano facilmente nei negozi di pesca, le blatte oppure i grilli, reperibili nei negozi di animali specializzati in rettili. E’ sconsigliato l’uso delle larve di mosca, le quali talvolta producono sostanze nocive o semplicemente hanno un odore che risulta sgradevole alle formiche. Gli insetti che vengono somministrati devono essere fatti a pezzi e posti su un pezzetto di plastica in quantità minime, in modo tale da evitare lo sviluppo di muffe che sarebbero letali per la colonia. Per 50 colonie composte da 10 individui basterà, ad esempio, un paio di camole di piccole dimensioni una volta alla settimana. Comunque, nella letteratura scientifica, esistono numerose diete per allevamenti di formiche, le quali potranno essere adottate a seconda dei casi, sempre tenendo in considerazione il fatto che le quantità da somministrare devono tassativamente essere minime.

Quando la colonia avrà raggiunto un numero elevato di individui, essa potrà essere sistemata in un contenitore ermetico di medie dimensioni, nel quale potrà essere posto un ceppo di legno tenero secco o di corteccia: le formiche, qualora il nuovo sito di nidificazione sia adatto, vi si trasferiranno da sole. E’ inoltre possibile sistemare all’interno del contenitore una serie di provette , che gli animali potranno utilizzare come camere del formicaio.

E’ sconsigliato, per questa specie, l’utilizzo di nidi in gesso, in quanto l’umidità viene ad essere troppo elevata e le formiche saranno esposte alla presenza di batteri e muffe; inoltre C. scutellaris è solita scavare in tale materiale e potrebbe facilmente creare delle fessure nel nido. Un’ulteriore sistemazione adeguata sarà invece un sistema di scatole trasparenti, come ad esempio i contenitori per le diapositive, unite da tubicini di plastica (il tutto rigorosamente ermetico); deve essere tenuto in considerazione che almeno un contenitore deve essere facilmente apribile per la somministrazione di cibo e di acqua. Qualora le formiche tendano a fuoriuscire nel momento in cui lo si apre, può essere necessario porre l’intero nido in frigorifero per una ventina di minuti prima della somministrazione del cibo, in modo da poter gestire con più facilità gli insetti intorpiditi dal freddo.

Bibliografia

  • Habitats et comportement nidificateur de Crematogaster scutellaris Olivier (Hym. Formicidae), O. J. Casevitz-Weulersse, Bulletin de la Société entomologique de France n. 77, pagg. 12 - 19, 1972.
  • Les nids et le comportement nidificateur des fourmis du genre Crematogaster d’Europe, d’Afrique du Nord et D’Asie du Sud-Est, J. Soulié, Insectes Sociaux n. 8, pagg. 212 – 297, 1961.

    Monogynie chez la fourmi Crematogaster scutellaris (Hymenoptera Formicoidea), C. Baroni-Urbani, J. Soulié, Bulletin de la Société d’Histoire Naturelle de Toulouse n. 97, pagg. 29 – 34, 1962.

  • Reproduction et développement des sociétés de Crematogaster scutellaris (olivier, 1791) (Hymenoptera : Formicidae), O. J. Casevitz-Weulersse, Annales de la Société entomologique Française, 27, n. 1, pagg. 103 - 111, 1991.
  • Sur la biologie de Crematogaster scutellaris, O. J. Casevitz-Weulersse, L’entomologiste, 26, n. 3, pagg. 68 – 75, 1970.

    The ants, B. Hölldobler, E. O. Wilson, Harvard University Press, 1990.

Serafino Teseo

Precedente - 1 2 3 4 5 6 - Successiva

01 marzo 2012
Sospensione delle attività redazionali e chiusura del forum.
27 agosto 2010
Aggiunti pulsanti di facebook.
14 maggio 2010
Pubblicato nuovo articolo: Alimentazione in cattività di Testudo hermanni - parte terza, di Fabrizio Fioravanti.
14 ottobre 2009
Aggiunto nuovo sito correlato.
12 aprile 2009
Aggiunto nuovo sito correlato.
05 febbraio 2009
Aggiunta nuova collaborazione: Cooperativa Biosphaera.
20 dicembre 2008
Pubblicato nuovo articolo: Biologia ed allevamento della formica Crematogaster scutellaris, di Serafino Teseo.
11 ottobre 2008
Riorganizzazione del forum.
23 giugno 2008
Riapertura del forum.
27 marzo 2008
Chiusura temporanea del forum.
13 marzo 2008
Pubblicato nuovo articolo: Miscellanea II, di Annalisa Plaitano.
27 febbraio 2008
Aggiornato lo staff.
Archivio news
Sito on-line da maggio 2007, versione 6.0 (BETA).
Sito scritto in php. Questo sito lavora con MySQL. Sito ottimizzato per Mozilla Firefox 2.0. Sito ottimizzato per Internet Explorer 7.0.