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Biologia ed allevamento della formica Crematogaster scutellaris
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Regina ed operaia. (Serafino Teseo)

Se la colonia sopravvive al precario periodo della prima e della seconda generazione, si assiste solitamente ad un periodo di sostenuta crescita esponenziale; tale crescita, comunque, è soggetta a rallentamento nel corso del tempo, e solitamente arriva ad una fase di stabilità. In effetti, la curva che indica la crescita nel tempo della colonia negli insetti sociali è generalmente sigmoidale (Brian 1965, 1983).

Ad un certo punto, quando si avvicina alla sua massima espansione possibile, la colonia inizia a dedicare parte della sua produzione alla creazione di regine vergini e di maschi, pertanto entra nella terza fase, vale a dire quella riproduttiva; gli individui sessuati prodotti lasciano poi la colonia per prendere parte nei voli nuziali e ricominciare il ciclo.

Distribuzione, classificazione e biologia di Crematogaster scutellaris

Crematogaster scutellaris (Olivier, 1792), volgarmente nota come “formica rizzaculo” è una specie essenzialmente lignicola - arboricola, molto comune nell’ Europa centro - meridionale e nel Nord Africa. Il genere Crematogaster, comprendente più di 400 specie e diffuso in tutto il mondo (come altri tre importanti generi di formiche, che sono Camponotus, Hypoponera e Pheidole), è spesso considerato come un gruppo a sé stante (tribù dei crematogastrini) ed appartiene alla sottofamiglia dei mirmicini.

Le operaie di C. scutellaris hanno dimensioni comprese tra i 2,9 e i 5,2 mm, il capo di colore rosso e il resto del corpo nero o marrone scuro, mentre le regine raggiungono i 9,5 mm e sono caratterizzate dallo stesso tipo di colorazione; i maschi, che non superano i 4 mm di lunghezza, hanno il corpo marrone e la parte anteriore del capo nera.

Per quanto riguarda il regime alimentare della specie, si può dire che essa sia sostanzialmente generalista, in quanto si trova spesso associata a colonie di afidi (da cui ricava sostanze zuccherine liquide) e allo stesso tempo si dedica alla predazione.

Le colonie di C. scutellaris, che arrivano facilmente a contare più di 5000 individui, possono essere trovate in tre tipi di habitat, vale a dire nel legno, nella corteccia e in cavità di vario genere in cui la specie produce camere di cartone (Casevitz-Weulersse 1972).

I nidi nel legno sono molto frequenti in alberi senescenti o che versano in cattive condizioni, nonché negli alberi morti; le essenze ove la specie si rinviene più comunemente sono robinia, mandorlo, olivo, melo, ciliegio, salice, susino, olmo, fico, pioppo e diverse specie di quercia e di pino (Soulié 1961).

Per quanto riguarda i nidi che si rinvengono nella corteccia possiamo citare il particolare caso della quercia da sughero (Quercus suber) e di alcune specie del genere Pinus, come P. silvestris, P. pinea e P. nigra.

I nidi di cartone sembrano invece essere costituiti da legno masticato ed una piccola parte di terra (Krausse 1911, Casevitz-Weulersse 1972), ed appaiono di colore bruno ed aspetto spugnoso. Nidi con tali caratteristiche possono essere rinvenuti essenzialmente sotto pietre, radici di alberi o siti similari.

Due ulteriori categorie di nidi vengono citate da Soulié (1961): vi sono innanzitutto nidi transitori che la specie costituirebbe nel momento in cui da una colonia di grandi dimensioni si verifica una separazione di alcuni individui che vanno a fondare una nuova colonia, occupando un sito favorevole in prossimità della colonia madre; inoltre vi sarebbero nidi provvisori simili a quelli appena citati, ma propri di colonie appena fondate. In tali casi una regina fecondata si installerebbe in un rifugio favorevole che servirebbe a dare inizio ad una nuova colonia, ed in un momento successivo, raggiunta una popolazione sufficientemente grande, si avrebbe una migrazione in un sito di nidificazione definitivo.

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