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Miscellanea II

In questa rubrica sono di volta in volta presi in esame i più disparati temi che attengono in vario modo al mondo delle scienze naturali. Nel presente numero sono affrontati i seguenti argomenti: Campagna di Legambiente "La notte dei rospi", Notizie su Anas plathyrhynchos.

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Due esemplari di Bufo bufo durante l'accoppiamento. (Andrea Degl'Innocenti)

Campagna di Legambiente “La notte dei rospi”

Gli anfibi sono una componente fondamentale dell’equilibrio ecologico dei nostri ecosistemi: anche se molte persone li conoscono poco, e magari non li apprezzano, è ad essi che si deve il contenimento delle popolazioni di insetti parassiti dell’uomo (ad esempio la zanzara) e di altri invertebrati dannosi per l’agricoltura (ad esempio le lumache).

Purtroppo però l’ignoranza e soprattutto l’antropizzazione indiscriminata stanno distruggendo l’habitat di rane, rospi, raganelle, tritoni e salamandre, e cioè le piccole zone umide come stagni, pozze e abbeveratoi che si trovano anche nelle periferie delle nostre città.

Gli anfibi possono vivere bene solo in determinate condizioni: se si verificano cambiamenti drastici dei vari parametri ambientali, specie per quanto riguarda l’igrometria e la presenza di inquinanti, essi sono tra i primi animali a soffrire; anche per questo motivo molti anfibi sono considerati “bioindicatori” della qualità dell’ambiente.

Un’altra causa della crescente minaccia nei confronti di questi animali, che sta portando all’estinzione molte specie, è il traffico stradale. Spesso l’habitat di rane e rospi è frammentato da strade che gli animali sono costretti ad attraversare, soprattutto nel periodo della riproduzione in primavera, rimanendo frequentemente vittime delle autovetture.

Dal 2005 Legambiente porta avanti una campagna denominata “La notte dei rospi” che opera, a diversi livelli, per la salvaguardia e la protezione delle zone umide e degli anfibi. In particolare, per la necessità di limitare le stragi soprattutto di rospi che si verificano ogni anno verso febbraio - marzo, Legambiente nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta (come capofila ma ormai in tutta Italia) ricerca numerosi volontari che assistano questi animali nell’attraversamento delle strade, trascorrendo contemporaneamente una serata diversa e divertente in compagnia. Le tipologie d’intervento sono: installare barriere lungo le principali strade interessate da questi spostamenti che impediscano ai rospi di attraversare; effettuare un “servizio taxi” trasportando i rospi dall’altra parte della strada in contenitori di plastica;

svolgere una campagna di informazione e sensibilizzazione nei confronti delle problematiche relative all’ecologia di questi animali e alla conoscenza delle zone umide; creare strategie di monitoraggio e censimento della realtà faunistica delle zone interessate.

Una breve intervista al dott. Andrea Patalani, responsabile della campagna, ci ha permesso di comprendere meglio le cause di questa decimazione, nonché l’iniziativa nata per porvi rimedio: “Il periodo interessato inizia tendenzialmente alla fine di febbraio e si conclude all’incirca ad aprile, ma ciò dipende dal momento in cui comincia il movimento dei rospi, che sono capaci di spostarsi fino a 5 km dal posto in cui svernano al sito di riproduzione. A sua volta questo momento è fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche, che possono essere diverse di anno in anno, con variazioni anche di particolare intensità (come la primavera scorsa che è stata molto calda). L’inizio solitamente dipende dalle piogge e per questo motivo di solito gli spostamenti iniziano prima al Sud. La migrazione all’andata verso i luoghi di riproduzione dura circa 3 - 4 giorni, mentre il ritorno dura circa 20 giorni. È importante contestualizzare questo tipo di intervento in una più grande campagna di sensibilizzazione ed educazione sull’importanza delle zone umide e della conservazione della biodiversità, altrimenti si rischia di mobilitare molte energie per un risultato troppo limitato”. Continua poi Patalani: “Per questo motivo negli anni abbiamo cercato di fare aderire il maggior numero di regioni italiane, e di coinvolgere realtà associative soprattutto a carattere ambientalista come WWF, LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), e diversi centri di ricerca. Ogni anno abbiamo potuto monitorare dai 2000 ai 3000 individui di rospo comune (Bufo bufo, ndr) tranne la primavera scorsa, che erano circa un terzo.

Per aderire alla campagna o anche solo per informazioni si può consultare il sito http://www.legambientepiemonte.it/rospi.htm, oppure telefonare al numero 011 - 2215851”.

Ringraziamo il dott. Patalani e facciamo a lui ed a tutti i volontari un augurio di buon lavoro.

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