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Metodo di allevamento di Bombyx mori
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Il bombice dell'ailanto (Samia cynthia) è un saturnide malese che fu importato per la produzione di seta; vista la scarsa qualità della fibra ottenuta, l'idea venne presto abbandonata. Oggi questa specie si è inselvatichita in Italia, dove ha ormai una popolazione stabile. (Alessandro Pappalardo)

Una buona incubazione richiede anche una scrupolosa sorveglianza affinché non manchi intorno al seme in via di sviluppo un grado di umidità sufficiente. Bisogna pensare che nei primi giorni dell’incubazione, quando la temperatura è ancora inferiore ai 18° C, l’evaporazione attraverso i gusci delle uova è ancora lieve; ma quando la temperatura si eleva, nelle ultime due settimane, l’evaporazione aumenta. E' quindi necessario un lieve aumento dell’umidità onde evitare la disidratazione dell’embrione.

La temperatura deve aumentare mezzo grado al giorno per i primi 12 giorni fino a toccare i 21° C. A questo punto si deve mantenere una temperatura stabile per 4 giorni finché intorno al sedicesimo o diciassettesimo giorno si noterà che il seme sbianca: dal grigio cinereo scuro passa ad un colore perlaceo chiaro; ciò è indizio certo di nascita vicina ed è accompagnato da particolari rumori e movimenti dei semi. I rumori consistono in tenuissimi scoppiettii, perfettamente somiglianti al rumore che si ottiene facendo scattare una contro l’altra due unghie delle nostre dita. I movimenti consistono nel salto improvviso di alcune uova, le quali balzano in alto e vanno a ricadere poco lontano. Entrambi i fenomeni sono dovuti ad un particolare movimento del baco ormai maturo all’interno dell’uovo. Le nascite dei bachi non avvengono sempre con la solita frequenza: è infatti alta nelle prime ore del mattino, poi diminuisce fortemente dalle nove alle dodici, per cessare quasi completamente fino al mattino successivo. Per uscire dal guscio dell’uovo, che è sottilissimo e trasparente, ma completamente chiuso e rigido, il bacolino deve aprirsi un foro che produce con le sue mandibole aguzze e robuste mordendo la sporgenza del micropilo.

L’ ampiezza del foro che esso pratica in tal modo, al polo più acuminato dell’uovo, è appena quanto basta per permettere l’uscita della testa del bacolino. Talvolta però, invece di introdurre la testa nel foro d’uscita, il bacolino introduce nel forellino l’estremità dell’addome. In tal caso esso non può uscire, rimane imprigionato con la testa contro il guscio ed è destinato a morire di fame. Alcune volte esso sbaglia la posizione in cui scavare il forellino, oppure non sa misurare l’ampiezza in rapporto al diametro del corpo: in tutti questi casi la nascita diventa impossibile e il bacolino muore prima di venire alla luce.

Nello stadio larvale si alternano periodi in cui avvengono le mute a periodi di intermuta (età); la durata delle età è di quattro giorni circa, mentre il periodo di muta è lungo circa un giorno. Il bruco, di colore giallo o bruno, è cosparso di peli, e presenta differenze a seconda della razza (ne esistono di europee, orientali, levantine).

Età e muteDurata
Prima età 4, 5 giorni
Prima muta 1 giorno
Seconda età 4 giorni
Seconda muta 1 giorno
Terza età 4, 5 giorni
Terza muta 1 giorno
Quarta età 5, 5 giorni
Quarta muta 1, 5 giorni
Quinta età 7 giorni
Totale giorni 30 giorni

I bachi neonati hanno bisogno di aria e luce, sono da evitare comunque correnti di aria, che sarebbero dannose, ed esposizioni dirette ai raggi solari. Allevando questo animale si deve evitare di lasciare accumulare foglie, ramoscelli e altri detriti sulla base. Strati di detriti emanano una notevole quantità di umidità;

questa è una delle condizioni che possono risultare micidiali per la salute dei bachi, essendo appurato che le più terribili malattie come il calcino e la flaccidezza trovano appunto in un’igrometria troppo elevata le condizioni favorevoli per lo sviluppo e la diffusione. L’ occupazione più importante dell’allevatore è la distribuzione dei pasti; si devono distribuire foglie di gelso bianco o gelso nero, asciutte e appena tagliate. Occorre distribuire foglie finemente trinciate nella prima età, ridotte a striscioline sottilissime non più larghe di 2 o 3 mm. Nella seconda età le striscioline dovranno essere un po’ più larghe, nella terza potranno raggiungere anche mezzo centimetro di larghezza; nella quarta età le strisce potranno essere larghe circa 1 cm. Nella quinta età si potrà, per i primi 2 giorni, distribuire foglie ancora grossolanamente tagliate, in seguito si potranno distribuire anche foglie intere. Lo scopo che si raggiunge con questa operazione, se fatta con dovere, è quello di vedere consumata tutta o quasi tutta la foglia somministrata con i pasti, senza che si formi affatto quello strato di materiale organico dannoso per l’umidità che genera.

01 marzo 2012
Sospensione delle attività redazionali e chiusura del forum.
27 agosto 2010
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14 maggio 2010
Pubblicato nuovo articolo: Alimentazione in cattività di Testudo hermanni - parte terza, di Fabrizio Fioravanti.
14 ottobre 2009
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12 aprile 2009
Aggiunto nuovo sito correlato.
05 febbraio 2009
Aggiunta nuova collaborazione: Cooperativa Biosphaera.
20 dicembre 2008
Pubblicato nuovo articolo: Biologia ed allevamento della formica Crematogaster scutellaris, di Serafino Teseo.
11 ottobre 2008
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23 giugno 2008
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27 marzo 2008
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13 marzo 2008
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