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Universo acqua
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Allevare correttamente Tetraodon nigroviridis
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Modello bidimensionale della tetrodotossina. (Andrea Degl'Innocenti)
Altri mangimi vivi, facilmente reperibili nei negozi di caccia e pesca, sono lombrichi, camole e gremignoli: i lombrichi siano somministrati con parsimonia, perché eccessivamente grassi da un punto di vista nutrizionale, e si facciano spurgare bene prima di immetterli nell’acquario; le camole e i gremignoli tendono a sporcare molto l’acqua ma in compenso, potendo essere somministrati anche allo stadio di pupe, svolgo la medesima azione di usura sui denti dei gusci delle chiocciole. C’è chi consiglia di integrare la dieta con dei vegetali; tale posizione appare però opinabile, visto che la maggior parte degli individui si limita a qualche sbocconcellata su piante o alghe eventualmente presenti in vasca, motivata dalla già citata curiosità della specie, più che da un reale appetito.

Per quanto riguarda la taglia delle prede offerte, si nota presto che sovente le più piccole vengono ignorate in favore di altre che magari a prima vista sembravano all’acquariofilo eccessivamente grandi: ne consegue che la frequenza dei pasti, rispetto alle 2 – 3 somministrazioni giornaliere necessarie al benessere della maggior parte degli altri pesci tropicali, sarà abbastanza ridotta; da una singola somministrazione al giorno per gli esemplari giovani si giunge a non più di 5 pasti alla settimana per i soggetti completamente sviluppati. E’ normale, dopo un lauto pasto, osservare nei propri pesci un pronunciato gonfiore nella zona ventrale; spesso, un green - spotted puffer in piena digestione si adagia sul fondo.

Va da sé che un tale regime alimentare obbliga l’appassionato a frequenti e robusti cambi d’acqua.

I parametri ottimali per l'allevamento di questo pesce sono i seguenti: V della vasca = 80 l per individuo, perché questi pesci si muovono quasi senza sosta; il movimento dell'acqua può essere anche intenso, ma senza getti di ritorno in vasca eccessivamente potenti, poiché T. nigroviridis non può certo essere considerato un veloce nuotatore;

T = 25 - 26° C; pH ~ 7; NO2- = 0 mg/l; NO3- < 15 mg/l; densità = 1012 - 1018 Kg/m3; tali valori rendono sconsigliabile questo pesce ai neofiti dell'acquariofilia. Ovviamente, è auspicabile che in vasca non siano presenti altri animali oltre ai pesci palla: troppo spesso si introducono questi pesci in acquari di comunità come divoratori di lumachine infestanti, lavoro che peraltro svolgono egregiamente; tuttavia le doti di predatori, unite alla spiccata territorialità, li rendono decisamente pericolosi per molte specie, le cui pinne sarebbero mordicchiate incessantemente. Del resto, le particolari condizioni ambientali richieste da T. nigroviridis riducono notevolmente lo spettro dei possibili coinquilini.

Riproduzione

In questa specie il dimorfismo sessuale è davvero poco accentuato: soltanto in periodo riproduttivo, la femmina sarebbe riconoscibile dal ventre più gonfio e dalle maggiori dimensioni rispetto al maschio.

Riprodurre in cattività T. nigroviridis è un’impresa tutt’altro che facile, riuscita molto raramente in grandi acquari salmastri. Pare che l’evento possa essere favorito da un innalzamento della temperatura accompagnato da una lieve acidificazione dell’acqua.

La femmina depone un massimo di circa 300 uova su substrato liscio; la prole, per i primi giorni di vita, resta immobile sul fondo. Successivamente, riassorbito il sacco vitellino, gli avannotti iniziano a muoversi, ed allora si possono nutrire con naupli d’artemia: l’accrescimento dei giovani nati sembra però essere piuttosto difficoltoso.

Si segnalano cure parentali da parte del padre.

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