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Allevare correttamente Tetraodon nigroviridis
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Nei pesci istrice le spine cutanee sono assai più evidenti rispetto ai pesci palla; nella foto Cyclichthys spilostylus. (Carlo Terreni)

Il corpo riesce anche ad assumere una forma raccolta, con la coda ripiegata di lato; anche tale postura ha significato difensivo. E' un pesce solitario e territoriale, tuttavia in gioventù manifesta comportamenti sociali. Caratteristica comune a tutti i tetraodontidi è poi la notevole intelligenza: spesso infatti essa si manifesta all’acquariofilo durante la somministrazione del cibo, quando ogni preda è osservata con circospezione, o quando ci si rende conto della curiosità con cui innegabilmente questi pesci osservano ciò che accade all’esterno della vasca.

Allevamento in acquario

Le scuole di pensiero per la gestione di T. nigroviridis in acquario sono spesso discordanti. Anche se si rivela spesso capace di sopravvivere per lungo tempo in acqua dolce, è caldamente consigliabile l'acclimatazione degli esemplari appena acquistati (quasi sempre giovani) in acqua moderatamente salmastra (densità pari a 1003 - 1004 Kg/m3), per poi aumentare la concentrazione di sali (sono idonei quelli per gli acquari marini) in misura non superiore a 0001 Kg/m3 a settimana; la densità definitiva dovrebbe variare tra 1012 e 1018 Kg/m3. Salti di concentrazione salina sono da considerarsi addirittura salutari per questo pesce. E' possibile anche mantenere i propri individui in acquari marini, se lentamente abituati: questi pesci infatti mostrano di tollerare le condizioni di un marino molto meglio di quelle di un acquario completamente dolce.

Il filtraggio dovrebbe essere potente, meglio se per mezzo di un filtro esterno a cestello. In acqua marina è consigliabile l'uso dello schiumatoio: questo animale è infatti sensibile ad alti valori di nitrati in soluzione, ed emette copiose deiezioni; inoltre, nutrendosi prevalentemente di animali vivi, spargerà disordinatamente brandelli di cibo nel mezzo acquoso, che risulterà fortemente inquinato.

Per quel che concerne l'arredamento, è consigliabile un ambiente roccioso e spartano: questo perché T. nigroviridis si presenta come un animale estremamente curioso, che da un lato ama esplorare ogni anfratto dell'acquario, e dall'altro assaggia e attacca qualsiasi cosa attiri la sua attenzione.

In particolare, è importante di tanto in tanto variare un po’ la disposizione delle rocce: se annoiati, infatti, questi pesci ondeggiano in alto e in basso col muso contro un vetro dell’acquario, perpetrando questo comportamento per delle ore; in acquari aperti, se a disagio, possono giungere a saltare fuori. Non sono rare nemmeno le forti e sonore testate sulle pareti. Comunque, c’è da dire che tali comportamenti sono fortemente attenuati in vasche adeguatamente capienti. Almeno in teoria, si possono ospitare delle piante, certamente gradite ai pesci per l’ossigeno che apportano e per i rifugi che offrono; purtroppo però in concreto non esistono in commercio specie erbacee che tollerino densità superiori a 1004 – 1005 Kg/m3. Tra le più adattabili si segnalano Microsorium pteropus (felce di Giava) e Vesicularia dubyiana (muschio di Giava). In condizioni marine invece sono tranquillamente ospitabili un po’ tutte le macroalge, come Caulerpa spp. o Halimedia tuna. La soluzione di gran lunga preferibile, qualora lo spazio lo consenta, è l’allestimento di una grande vasca a mangrovieto, illuminata da potenti lampade HQI e HQL, la cui luce sia smorzata dalle fronde delle mangrovie stesse. Se non si opta per quest’ultima soluzione, i normali tubi fluorescenti T8 sono più che idonei ad illuminare questo tipo di acquario.

Nel disporre l’arredamento dell’acquario bisognerà tenere in considerazione che i pesci palla tendono a nuotare ad ogni livello della colonna d’acqua.

Per quanto riguarda la dieta sono sconsigliabili i cibi secchi in generale, perché spesso snobbati dopo pochi morsi e perché poco idonei alla conformazione della bocca di questi pesci; si può tentare una saltuaria somministrazione di mangimi liofilizzati, soprattutto krill, e surgelati, magari arricchiti con preparati polivitaminici. Ad ogni modo la componente principale dell’alimentazione sarà costituita da cibo vivo o comunque fresco: pezzetti di pesce, strisce di cuore di bue, insetti (ottimi i grilli), mitili sgusciati, gamberetti, ma soprattutto chiocciole; in particolare Planorbis spp., Limnea spp., Melanoides spp., si prestano bene ad essere allevate in gran quantità per la nutrizione dei pesci palla, e devono essere somministrate con ancora la conchiglia perché possano essere triturate dai potenti denti del pesce. Molto spesso si consiglia di fornirle ai propri esemplari in un numero di volte non inferiore alle 2 per settimana, onde prevenire la crescita eccessiva del “becco”.

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