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Allevare correttamente Tetraodon nigroviridis
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La particolare anatomia dei pesci palla alimenta un discutibile mercato di gadget: nella foto si vede il cadavere di un piccolissimo Tetraodon biocellatus in compagnia di due Chanda ranga, anch'essi provenienti da biotopi salmastri. (Serafino Teseo)

La pelle è priva di squame e presenta piccole asperità difficili da notare se il pesce non ha assunto turgore: la particolare anatomia che lo contraddistingue, infatti, permette al pesce di incamerare aria o acqua acquisendo una forma quasi sferica, che ostacola fisicamente la predazione e basisce l'aggressore. In tale atteggiamento, l'animale può galleggiare portato dalla corrente. Possono passare ore prima che il corpo torni rilassato: il gonfiarsi (soprattutto con aria) è infatti una risposta estrema, che danneggia le strutture interne; è quindi vivamente sconsigliato indurre un pesce palla a gonfiarsi.

Il rigonfiamento avviene ad opera di un sacco dilatabile, una plica tegumentaria annessa allo stomaco in grado di espandersi rapidamente se il pesce assume aria o acqua per deglutizione; il corpo torna rilassato quando l’animale contrae la muscolatura ventrale. Altri adattamenti anatomici dovuti a questa singolare risposta difensiva sono la parziale atrofia della muscolatura ventrale, l’assenza di costole e, come già menzionato, di pinne pelviche.

Il pesce è anche in grado di “soffiare” acqua sulla sabbia per scoprire le prede sul fondo ed agevolare così la predazione.

La pelle e gli organi interni di T. nigroviridis sono tossici: nei tessuti è infatti presente una potente neurotossina nota come tetrodotossina, o TTX, che alterando la conduttanza per il sodio causa paralisi e arresto cardiaco; ogni anno sono molti i morti tra i popoli del sud-est asiatico (patria di questo pesce), che si cibano di specie affini, definendole generalmente fugu.

Le dimensioni massime raggiunte in acquario si aggirano sui 10 cm, ma pare che in natura questo pesce palla raggiunga e superi i 17 cm.

La tetrodotossina

La tetrodotossina agisce bloccando il canale per il sodio a controllo di voltaggio (TTX – s Na+ channel): tale canale è un’importante proteina coinvolta nella produzione di segnali bioelettrici da parte del sistema nervoso; la morte avviene per arresto respiratorio, cagionato dalla paralisi del diaframma.

Comunque la tossicità dei tessuti viene meno in cattività, perché le tossine sono assunte con la dieta in natura. I veri produttori della TTX sono infatti varie specie di batteri tra cui Pseudoalteromonas tetraodonis, alcuni ceppi di Vibrio sp. ed alcuni di Pseudomonas sp..

Un pesce dal genoma compatto

Vale la pena ricordare che T. nigroviridis detiene un primato che lo rende assai importante per gli studi di genetica: esso infatti sembra essere il vertebrato dal genoma (sequenza di basi azotate del DNA) più compatto; basti pensare che un genoma umano misura circa 3.200.000.000 bp (coppie di basi azotate) contro le sole 350.000.000 bp di questo pesce. Un pesce assai noto agli acquariofili, Danio rerio (danio zebra o juventino), presenta un genoma di 1.600.000.000 bp, dunque assai più vicino all’uomo che a T. nigroviridis. Lo studio di sistemi genetici semplici è importante per indagini comparative con genomi più complessi, come quelli dei mammiferi. Inoltre, i tetraodontidi in genere costituiscono un modello eccellente per studi riguardanti l’evoluzione nel tempo dei genomi.

Habitat

L’areale di distribuzione della specie si estende dalle Filippine all’India, e comprende lo Sri Lanka (ex Ceylon). Ambienti d’elezione sono i mangrovieti e le foci dei fiumi, ove l’acqua dolce incontra quella marina. T. nigroviridis è infatti un pesce eurialino, capace cioè di tollerare, e persino apprezzare, ampie variazioni di salinità; gli individui giovani tendono a trattenersi in acqua dolce, tuttavia crescendo manifestano la tendenza a spostarsi in zone d’estuario, talora spingendosi fino al mare.

Etologia

La particolare conformazione che lo contraddistingue permette al pesce una serie di comportamenti peculiari, oltre a quello già trattato dell’aumento volumetrico a scopo difensivo; l’ampia mobilità del peduncolo caudale, infatti, consente a T. nigroviridis di ruotare su se stesso prima di adagiarsi sul fondo.

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