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Il discus e la gatta
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Biologia ed allevamento in acquario di Xenopus laevis

Noti agli acquariofili come divoratori di chioccioline e agli scienziati come modelli di studio per la biologia cellulare, gli xenopi sono tra le poche rane tranquillamente allevabili in acquario, a causa della loro spiccata preferenza per l'ambiente acquatico. Se si soddisfano le loro poche esigenze, possono vivere a lungo nelle nostre vasche.

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Maschio con colorazione selvatica di Xenopus laevis. (Stefano Tollari)

Introduzione

Xenopus laevis (Daudin, 1802), volgarmente noto come xenopo liscio o rana unghiata africana, è un anfibio anuro  appartenente ad una famiglia, quella dei pipidi, che comprende 30 specie e 5 generi distribuiti nel continente africano e in Sud America.

In particolare X. laevis ha origini africane, ma attualmente è facile trovarne grosse popolazioni anche in America settentrionale dove è stato introdotto artificialmente e dove è entrato in competizione con la rana leopardo (Rana pipiens), specie già provata, come ormai gran parte degli anfibi, dalla locale situazione di inquinamento ambientale. La dispersione in natura di X. laevis è avvenuta prevalentemente ad opera dei laboratori di ricerca che da decenni utilizzano esemplari di questa specie come modello sperimentale soprattutto nel campo della biologia molecolare e dello sviluppo. L’impiego forse più noto riguarda i test di gravidanza: l’urina della donna da esaminare veniva iniettata sotto la pelle di queste rane, e se la donna era incinta la rana ovulava come conseguenza della stimolazione ormonale.

Un recente articolo pubblicato su “Le Scienze” ipotizza un legame tra l’esportazione dall’Africa dello xenopo dagli anni Trenta ad oggi (per il suo utilizzo nei test di gravidanza) e la diffusione di un fungo, il Batrachochytrium dendrobatidis, responsabile delle chitridiomicosi che stanno contribuendo all’estinzione degli anfibi di tutto il mondo.

Breve descrizione della famiglia

Una caratteristica interessante dei pipidi è la mancanza di lingua (infatti il gruppo è chiamato Aglossa, dal greco a = senza e glossa = lingua), in quanto questo organo non è utile alla predazione in acqua. Si tratta di uno dei tanti adattamenti alla vita prevalentemente acquatica di questi animali.

Un altro adattamento importante è la presenza dell’organo della linea laterale, un organo sensoriale posizionato dorsalmente e lateralmente, simile a quello presente nella maggior parte dei pesci, che permette di rilevare l’andamento e l’entità delle onde, e anche la presenza (attraverso lo spostamento dell’acqua) di prede, quali ad esempio insetti. La dieta è pressoché onnivora: pesci , piccoli anfibi, insetti e altri invertebrati.

La fecondazione delle uova è esterna. Alcuni girini sono filtratori e altri carnivori, ci sono comunque all’interno della famiglia diverse strategie riproduttive. Ad esempio nel genere Pipa le uova vengono deposte sul dorso della femmina, in speciali tasche formate da evaginazioni della pelle, in cui sono incubate e talora mantenute sino alla metamorfosi dei girini.

Nel corteggiamento dei pipidi talvolta vengono emesse vocalizzazioni sia dal maschio che dalla femmina. Ciò avviene, in assenza di corde vocali, grazie alla possibilità che questi animali hanno di far schioccare le cartilagini della laringe. Si produce un caratteristico suono a scatti, una sorta di “clic”.

Alcune specie, come quelle del genere Pipa, hanno un aspetto bizzarramente appiattito tanto da ricordare le rane schiacciate sulla strada. Un altro genere, Hymenochirus, è caratteristico per le sue ridotte dimensioni: 3 - 4 cm della femmina (più grossa del maschio) rispetto ai 15 - 20 cm di Pipa pipa.

Gli arti posteriori sono molto sviluppati e muscolosi, adattati per il nuoto ma anche per il salto, e persistono come caratteristica primitiva delle unghiette nelle prime tre dita delle zampe posteriori.

Gli occhi sono piccoli e rivolti verso l’alto, altra caratteristica della vita acquatica; comunque la vista non è il senso utilizzato principalmente, anche se è utile nel percepire le ombre prodotte dai predatori che vengono dall’alto, soprattutto uccelli.

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