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Biologia dei licosidi e allevamento di Lycosa spp. in terrario

I licosidi annoverano alcune delle specie di ragni italiani più comunemente allevati in terrario; anche se il loro allevamento non presenta particolari difficoltà, la biologia di questi ragni manifesta, almeno tra semplici terrariofili, molti lati oscuri. Lo stesso nome volgare di ragni lupo deriverebbe dalla credenza infondata che questi animali caccino in gruppo.

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Lycosa sp.,_003,_001.jpg
Visione dorsale di un licoside. (Stefano Tollari)

Classificazione e morfologia

L’identificazione dei ragni non è semplice. Mentre per determinare famiglia e genere è solitamente sufficiente osservare il numero e la disposizione degli occhi o la morfologia delle filiere, l’identificazione della specie è più complessa (in molti casi tuttora irrisolta), ed infatti spesso è necessario osservare al microscopio i genitali.

I licosidi, o ragni lupo, o tarantole (appellativo in realtà condiviso con la famiglia dei terafosidi), sono una famiglia di ragni, appartenenti quindi all’ordine degli aranei, alla classe degli aracnidi, al phylum degli artropodi. Hanno una struttura complessivamente robusta e sono di dimensioni importanti: le più grosse specie di ragni italiani (5 cm di diametro comprese le zampe) appartengono proprio a questa famiglia. Il dimorfismo sessuale non è accentuato, la femmina è più robusta e ha pedipalpi di dimensioni minori. Le dimensioni dei pedipalpi dei maschi sono giustificate dal ruolo sessuale che essi svolgono.

Il cefalotorace è alto e allungato e su di esso sono presenti le seguenti strutture: apparato boccale, sterno, pedicello, occhi e le otto gambe.

L’apparato boccale è costituito da cheliceri, pedipalpi, labium ed endite. I cheliceri sono il primo paio di appendici e svolgono un ruolo nell’alimentazione, all’estremità sono provvisti di aculei veleniferi. I pedipalpi sono il secondo paio di appendici, hanno funzione sensoriale e nei maschi adulti hanno anche quella di fecondare (introducono gli spermatozoi nella cavità sessuale femminile).

Il labium è una lamina che determina il margine inferiore della bocca. L’endite è l’insieme delle due membrane adiacenti alla cavità della bocca, importanti per la filtrazione delle particelle alimentari.

Lo sterno è un duro strato che copre e protegge la faccia ventrale del cefalotorace.

Il pedicello è un tubo sottile che connette cefalotorace e addome; al suo interno sono presenti nervi, vasi sanguini e tubo digerente (necessari per connettere i due principali segmenti).

Gli occhi sono otto e disposti su tre file parallele. La prima fila rivolta frontalmente è composta da quattro occhi di piccole dimensioni e si trova immediatamente sopra l’apparato boccale; nella seconda fila sono presenti due occhi di grosse dimensioni che a seconda dell’esposizione a fonti di luce possono luccicare in modo caratteristico; la terza fila è fornita di due occhi di dimensioni considerevoli e rivolti lateralmente.

Le zampe sono otto e ciascuna è divisa in sette segmenti; all’estremità del settimo segmento ci sono piccoli artigli.

L’addome è anch’esso alto e allungato, ha tipicamente una lunghezza doppia del cefalotorace e consta di filiere, fessure polmonari ed efiginio.

Le filiere sono la parte esterna dell’apparato responsabile della produzione della seta. Sono collegate tramite sottili dotti a delle ghiandole che producono la seta.

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